Il cuore caldo della Terra: la geotermia

“Si chiamano Lagoni […].Sono luoghi ne’quali polle d’acque unite nelle viscere della terra a moltissimo Acido Minerale volatile, e ad una certa porzione di Zolfo, d’Allume, di Vetriolo e di Sale, fanno una grande fermentazione, acquistano un calore grandissimo, e scaturiscono fuori bollendo in maniera spaventosa, con un romore orribile, con fummo caldo e umido, denso quanto la nebbia, e con fetore di Zolfo […]”
Giovanni Targioni Tozzetti

La Toscana centro meridionale è interessata da una struttura geologica unica in Italia, costituita da una grande massa di magma ad elevata temperatura (circa 650-700 °C), posta al di sotto dei 7 km di profondità, che riscalda, trasformandola in vapore, l’acqua presente in un “serbatoio” rappresentato da uno spesso strato di calcare, sormontato da una coltre di sedimenti impermeabili che, quasi sempre, sigillano il vapore sotto terra. Proprio il vapore è la ricchezza sfruttata dalla geotermia, che nasce in Toscana, a Larderello, a partire dalla metà del 1800. Qui è possibile visitare il suggestivo Museo della Geotermia per ripercorrere l’entusiasmante storia dello sfruttamento minerario, fino ai giorni nostri, di questa risorsa incredibile. Nella zona compresa tra Sasso Pisano e Monterotondo Marittimo, invece, è possibile osservare, in un trekking appassionante, le manifestazioni naturali della geotermia dove i fluidi endogeni danno luogo a fumarole e lagoni, che modificano le rocce e la vegetazione, creando un paesaggio lunare, molto suggestivo, a tratti “infernale”.